Pene grande? Cosa dovresti sapere e come averlo

Da sempre oggetto di curiosità, tabù, paure, fantasie e miti le questioni relative alla dimensione del pene, hanno comunque in ogni tempo e luogo generato dibattiti accesi, di ampia portata, spesso controversi, molto raramente di taglio scientifico.
I quesiti su cui il dibattito non si è mai spento sono grossomodo gli stessi: quando un pene è grande? Quando invece è di piccole dimensioni? Come far crescere il pene se non è delle dimensioni desiderate?
Tali quesiti, spesso effetto di insicurezze o semplici curiosità, il più delle volte non ricevono risposte pertinenti che aiutino a dirimere le questioni irrisolte.

Volendo fare un pò di chiarezza al riguardo, sfatando diversi luoghi comuni, bisogna precisare che la misura della dimensione del pene umano varia a seconda di molteplici fattori: dall’ora del giorno, dalla temperatura ambientale, dalla frequenza dell’attività sessuale e – ca va sans dire – dal livello di eccitazione.

Standard condiviso sulla misura del pene: chimera o possibile realtà?

lunghezza media pene Europa

Partiamo da freddi ma inattaccabili dati: 13,12 centimetri di lunghezza associati a 11,66 centimetri di circonferenza in erezione e 9,16 centimetri di lunghezza con 9,31 centimetri di circonferenza a riposo.

E’ questa la misura di riferimento ottenuta analizzando, per la prima volta nella storia dell’andrologia, oltre 15mila peni in tutto il mondo. Il lavoro, pubblicato nel 2015 sul British Journal of Urology International, potrebbe “rassicurare la gran parte degli uomini”, stando a quanto scrivono gli autori, “sul fatto che la dimensione del proprio pene sia perfettamente normale”.
E’ chiaro che la misura in questione sia una media legata a diverse variabili.
Una di queste, sicuramente interessante per gli amanti della statistica, riguarda la provenienza geografica del campione preso in considerazione: l’Italia, ad esempio, rientra nella fascia 14,7 – 16,1 cm insieme a Ungheria, Svezia, Norvegia Messico e parte del Sud dell’Africa. Ci superano i paesi dell’Africa Subequatoriale con una media di 16,1 – 17,9 cm, mentre i peni di dimensioni più ridotte si possono trovare, invece, in India e Sud-Est Asiatico, con una media di soli 9-10 cm di lunghezza.

Altri fattori da prendere in considerazione sul variare della dimensione del pene , come già anticipato, sono sicuramente il livello di attività sessuale ( se non viene utilizzato per il sesso l’organo maschile può ridursi anche di 1-2 cm), il vizio del fumo ( il fumo può accorciare il pene anche di un centimetro perchè il fumo calcifica i vasi sanguigni) e ovviamente l’avanzare dell’età (si può assistere alla riduzione di circa 0,5 cm quando ci si avvicina ai 60 anni e di più di 1 cm a 70 anni rispetto alle misure che aveva lo stesso individuo a 30 anni; questa riduzione vale sia per lunghezza che per la larghezza del pene).

Ma tornando all’osservazione degli autori della ricerca, spesso la percezione soggettiva incide in modo non indifferente quindi si può affermare che l’incertezza che avvolgeva il mistero delle dimensioni maschili grazie a tale ricerca sia venuta meno, ottenendo uno standard condiviso di riferimento.

Come aggiungono gli studiosi che si sono occupati della ricerca, tale incertezza non di rado può trasformarsi da semplice preoccupazione,in una vera e propria malattia: si tratta della cosiddetta dismorfofobia, ovvero la paura che nasce da una visione distorta del proprio aspetto esteriore.
Non è raro infatti che molti uomini osservandosi nel proprio intimo abbiano constatato di non avere un pene grande come lo vorrebbero o che il medesimo argomento sia venuto fuori discutendone magari con la propria partner dando vita a domande del tipo “E’ possibile allungarsi il pene? Se sì, ha effetti collaterali? Non è che mi devo imbottire di pillole o altre miscugli chimici?”. O ancora “leggendo qua e là su internet ho visto che esistono delle operazioni chirurgiche che ti allungano il pene, dovrei sottopormici anche io?”

Chiariamo: porsi queste domande non è necessariamente un indice di dismorfofobia ma in ogni caso sarebbe importante che tali domande avessero una risposta pertinente se non scientifica per evitare che possano tramutarsi in ansie e paure difficilmente gestibili.
Vediamo quindi di approfondire al meglio il tema specifico dell’allungamento del pene, facendo un pò di chiarezza sulle strade percorribili al riguardo.

E’ possibile dunque allungare il pene? Chirurgia e metodi naturali: due strade da seguire

estensore del pene

Una strada che si potrebbe percorrere per l’allungamento del pene è quella dell’intervento chirurgico.
L’intervento chirurgico volto all’allungamento del pene prevede essenzialmente la recisione del legamento che si occupa di mettere in connessione il pene e l’osso pubico: a seguito di questa recisione, la connessione verrà perduta ed il pene apparirà più grande rispetto alla condizione precedente all’intervento.

I risultati in termini di allungamento oscillano in media in un range che va dai 2 ai 5 centimetri: solitamente chi si presta a questa tipologia di operazione risulta soddisfatto dai risultati ottenuti. Oltre all’allungamento si può anche decidere di intervenire con un aumento del diametro del pene. In questo caso si utilizza il tessuto adiposo dello stesso soggetto, che viene impiegato per rendere il pene più voluminoso.
L’intervento ha una durata media di 60 – 120 minuti, con una degenza post-intervento di circa un giorno.

Per evitare l’intervento, considerato in molti casi – nonostante la sua semplicità – motivo d’ansia, molti uomini desiderosi di un pene più grande decidono di rivolgersi ad altre possibili soluzioni, cosiddette naturali.
Per evitare quindi di rivolgersi al chirurgo, la maggior parte delle strategie naturali prevede degli esercizi per allungare il pene, i quali possono essere eseguiti in completa autonomia a casa propria senza alcuna difficoltà. Per effettuare questi esercizi è consigliabile utilizzare sempre una delle creme per il pene disponibili in commercio.

Leggi il nostro articolo sulle creme per il pene

Esistono differenti tipologie di esercizi che sono stati studiati per la loro possibile azione di allungamento dell’organo genitale maschile. Basti dire che tantissimi uomini con il desiderio di un pene più lungo hanno scelto di iniziare a praticare questi esercizi per allungare il pene e sono riusciti ad ottenere effettivamente dei risultati.

Alcuni di questi esercizi sono i celeberrimi esercizi di Kegel, lo jelqing e gli appositi esercizi di stretching.
Questi esercizi, oltre ad offrire l’opportunità di guadagnare qualche centimetro sulla lunghezza di base, sono utili anche per mantenere il pene sano e per tenerlo in allenamento. Si tratta quindi di una pratica salutare, perfetta per allungare il pene in modo naturale eliminando i rischi della chirurgia.

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