Malattie del pene: le più comuni, le cause, rimedi naturali

Il pene è un organo appartenente all’apparato genitale maschile, che comprende anche i testicoli e la ghiandola prostatica. Anatomicamente si presenta con una forma cilindrica, la cui base si inserisce nel perineo tra i due testicoli, da cui si origina il corpo penieno, formato da tessuto muscolare e da vasi sanguigni.

La sua funzione fisiologica è collegata all’erezione, un fenomeno che si verifica quando, in seguito a stimolazioni sensoriali, aumenta l’afflusso di sangue ai corpi cavernosi in esso contenuti, che si comportano come vere e proprie spugne. In seguito a un incremento di sangue, il pene aumenta sia il volume che la lunghezza e si inturgidisce.

Esistono numerosi disturbi che possono colpire il membro maschile e che sono di natura infiammatoria, derivanti da anomalie congenite o acquisite e da patologie autoimmuni. In generale si definiscono tali tutti quei disturbi che in qualche modo contribuiscono ad ostacolare il coito.

Tra le più comuni patologie dell’organo genitale maschile si considerano:

  • balanite;
  • postite;
  • fimosi;
  • herpes genitale.

Balanite: infiammazione del glande

balanite

La balanite è un processo infiammatorio a carico della parte apicale del pene, denominata appunto balano o glande, con frequente interessamento anche del prepuzio. Il disturbo si manifesta con arrossamento, bruciore, ipertermia localizzata, gonfiore, prurito e dolore. È una malattia sessualmente trasmissibile e pertanto bisogna evitare i rapporti col partner per tutta la durata del disturbo. Di norma deriva da una scarsa igiene intima oppure dall’impiego di prodotti non adatti al pH della pelle di questa parte anatomica.

Un segnale caratteristico che si presenta di solito è lo smegma, una secrezione biancastra, caseosa e maleodorante che tende a rivestire il glande. La balanite insorge con minore incidenza negli uomini circoncisi, probabilmente perché la mancanza di pelle intorno al balano lo preserva dall’attacco di germi patogeni (batteri, virus o miceti) responsabili dell’infiammazione.

In alcuni casi essa non presenta sintomi e quindi passa inosservata, anche se più spesso mostra segnali caratterizzanti. Può manifestarsi anche come conseguenza di sifilide e gonorrea, di processi allergici, di diabete mellito, di psoriasi oppure di dermatite atopica.

I rimedi per curare questa malattia sono di tipo farmacologico (cortisonici e antinfiammatori) oppure fitoterapici, a base di estratti vegetali lenitivi e calmanti, come calendula, camomilla, tiglio e lavanda, oppure oli essenziali di jojoba, di tea tree, di cocco e di argan. L’aglio è un ottimo alleato per eliminare la flogosi, così come la piperina contenuta nel pepe. Lo zenzero è dotato di eccellenti proprietà antinfiammatorie e antibatteriche, efficacissime anche per alleviare prurito e bruciore. L’aceto di sidro di mele svolge ottime funzioni battericide e antiflogistiche. Anche le lozioni a base di aloe vera sono estremamente efficaci per attenuare il bruciore e il calore cutaneo.

Postite: infiammazione del prepuzio

Quando la flogosi si localizza sul prepuzio, si parla di postite, un disturbo che interessa il foglietto epidermico che riveste il glande. Grazie alla contiguità anatomica, spesso l’infezione coinvolge anche il glande stesso, dando origine alla balano-postite.

La postite semplice si manifesta con un forte arrossamento del prepuzio, accompagnata da prurito, bruciore e ipertermia che, nei casi più gravi, può causare anche la formazione di lesioni purulente sparse. La pelle appare secca, disidratata, gonfia e ricca di essudato biancastro e maleodorante, che difficilmente si stacca. I rapporti diventano molto dolorosi e la pelle perde quasi del tutto la sua elasticità, assumendo un aspetto quasi coriaceo.

I principali fattori scatenanti sono di natura batterica, virale o micotica, a carico di Clamidia, Tricomonas, Candida Albicans oppure Herpes Simplex. Spesso questo disturbo è una conseguenza di uretriti trascurate e quindi dipende dall’apparato urinario, collegato anatomicamente con quello genitale. Trattandosi di una patologia sessualmente trasmissibile è opportuno non avere rapporti per tutta la durata del disturbo.

La terapia può essere di tipo farmacologico, utilizzando specifici antibiotici associati con antinfiammatori (quando la causa è batterica) oppure antimicotici (se l’agente eziologico è la Candida). In caso di postite recidivante, spesso la sua natura è virale e in tal caso gli unici medicinali efficaci sono gli immunostimolanti, associati comunque ad antinfiammatori. Anche la fitoterapia è molto utile per attenuare la sintomatologia: di solito si utilizzano unguenti a base di calendula, camomilla, betulle e ippocastano, sostanze lenitive e antiflogistiche. Un rimedio efficace e salutare è offerto da bagni in acqua termale con qualche goccia di olio essenziale di rosmarino o salvia, piante officinali dotate di proprietà antinfiammatorie. Il gel di aloe vera è rinfrescante e lenitivo. La radice polverizzata di angelica viene spesso associata ad estratti di zenzero, per eliminare la flogosi, il gonfiore e il dolore.

Sono disponibili anche creme e unguenti a base di pasta di aglio, da applicare localmente. Il pepe di Cayenna, contenente elevate concentrazioni di piperina, stimola il sistema immunitario e contribuisce ad attenuare i sintomi.

Fimosi

fimosi

La fimosi consiste in un anomalo restringimento del prepuzio, causato da un’errata inserzione della pelle a livello del glande. Di conseguenza si può manifestare una stenosi anche funzionale limitante il getto di urina. Il prepuzio, che si trova intorno al glande, è un foglietto muco-cutaneo retrattile che, in caso di fimosi, impedisce lo scoperchiamento del balano, rimanendo aderente ad esso. Tale condizione è particolarmente limitante sia sull’erezione (che non avviene in maniera completa), che sulla penetrazione durante il coito (che diventa dolorosa).

Si tratta di un disturbo molto comune (oltre il 30% degli uomini ne è affetto), che si verifica quando le dimensioni del foglietto prepuziale sono insufficienti per il suo corretto scorrimento sul glande.

La fimosi può essere di diversi tipi:

  • congenita, quando il soggetto ne è affetto fin dalla nascita;
  • acquisita, se insorge in seguito a disturbi infiammatori (come balanite, postite, dermatite);
  • serrata, quando la chiusura è quasi completa e il glande rimane sempre coperto;
  • non serrata, se lo scoperchiamento del pene è parzialmente possibile.

Spesso questo disturbo dipende da cause anatomiche, derivanti dalla eccessiva brevità del frenulo: in simili casi è opportuno ricorrere all’intervento di circoncisione che, eliminando del tutto la membrana, libera il glande.

Il trattamento è topico e prevede l’impiego di pomate al cortisone. I rimedi fitoterapici più efficaci sono quelli formulati con estratti di piante officinali dotate di proprietà antinfiammatorie, come salvia, rosmarino, aglio, pepe. Per facilitare le manovre di abbassamento del prepuzio è necessario eliminare l’attrito, servendosi di oli vegetali a base di tea tree, di calendula, di argan e di karité, principi attivi emollienti e idratanti di grande efficacia.

Herpes genitale

Questo disturbo infettivo, che interessa l’apparato genitale maschile, è provocato dal virus dell’Herpes Simplex (HSV), e si trasmette facilmente durante i rapporti sessuali. Trattandosi di una patologia virale, insorge con maggiore incidenza in condizioni di immunodeficienza, quando cioé la risposta immunitaria risulta inadeguata.La malattia tende a recidivare e pertanto dovrebbe essere curata tempestivamente e con adeguati rimedi, prima che il virus si installi stabilmente nell’organismo dell’ospite.

I sintomi si manifestano con l’insorgenza di lesioni localizzate su glande, prepuzio e corpo del membro maschile, che hanno l’aspetto di piccole vesciche rotonde e di papule a grappolo, accompagnate da un intenso bruciore. A livello della mucosa, dove si verifica l’ingresso del germe, la pelle può risultare ipertermica e manifestare formicolio e perdita della sensibilità. Quando le lesioni si seccano, evolvono solitamente in piccole croste che, nel giro di 3-4 settimane, cadono.

Il trattamento di questa patologia prevede l’assunzione di farmaci antivirali e immunostimolanti, oltre che di pomate a base di cortisone. La fitoterapia svolge un ruolo di primaria importanza per contrastare i fastidiosi sintomi di questo disturbo, che può essere trattato con estratti di erbe officinali, come calendula e camomilla, con mucillagine di Porphyra Umbelicalis (un’alga ricca di acido linolenico ad azione cicatrizzante) e con propoli. I principi attivi sono contenuti anche nei flavonoidi, nell’acido ascorbico e nell’olio di soia, ricco di beta-sistosterolo, un efficace preparato immunostimolante.

Lascia un commento

×