Ansia da prestazione: cos’è, sintomi, rimedi efficaci

L’ansia da prestazione è un disturbo della sfera psico-emotiva che colpisce piuttosto frequentemente gli uomini che non si sentono all’altezza di gestire la propria vita sessuale. Infatti, tutte le volte in cui devono affrontare il coito, avvertono il timore (reale o soltanto presunto) di non essere in grado di portarlo a termine.

Questo problema, che colpisce sia uomini che donne, dipende essenzialmente dalla paura di non soddisfare il proprio partner, provocando un calo del desiderio e una progressiva difficoltà a raggiungere l’erezione e l’orgasmo.

Alla base di questo fenomeno c’é senza dubbio una scarsa autostima, responsabile dell’ansia che insorge quando si presenta l’occasione di avere un rapporto sessuale. Tenendo conto che alla base della corretta gestione della vita intima vi sono complesse relazioni neuro-sensoriali, è chiaro che il controllo nervoso è fondamentale. L’ansia è un sentimento inizialmente vantaggioso, in quanto consente di raggiungere gli obiettivi preposti, potenziando la tensione verso di essi, a patto che non diventi troppo intensa e condizionante. Quando, infatti, si associa a preoccupazioni e timori eccessivi e inadeguati, può diventare una vera e propria malattia, caratterizzata da sintomi psico-fisici, come irritabilità, nervosismo, stress, insonnia.

L’ansia, che è una manifestazione considerata fisiologica in quanto facente parte della natura umana, può essere di varia natura, tra cui anche “da prestazione”. Quest’ultima è collegata principalmente (ma non solo) alla vita intima di coppia, quando uno dei partner avverte una crescente inadeguatezza nei confronti dell’atto sessuale. Chi è affetto da tale disturbo è continuamente alla ricerca di approvazione da parte del partner.

Ansia da prestazione sessuale: chi colpisce e perché?

Gli uomini maggiormente soggetti all’insorgenza di ansia da prestazione sono individui insicuri, privi di autostima, incapaci di prendere decisioni autonomi. Nel loro vissuto può esserci un alterato rapporto con le figure di riferimento, come genitori, fratelli maggiori o insegnanti. Infatti essi cercano approvazione proprio in loro, per acquisire una maggiore sicurezza nelle proprie potenzialità. Tutte le volte in cui viene a mancare tale approvazione, si manifestano i sintomi dell’ansia, con timori ingiustificati a alterata percezione della realtà circostante.

I principali fattori di rischio possono essere di vario genere, e precisamente:

  • temperamentali;
  • ambientali;
  • comportamentali;
  • genetici;
  • fisiologici;
  • cognitivi.

I fattori temperamentali dipendono dall’indole dell’individuo, che può essere più o meno portato all’ottimismo; le persone pessimiste sono per natura più vulnerabili nei confronti dell’ansia da prestazione che si manifesta come un semplice aspetto del loro carattere. Il timore di una valutazione negativa rappresenta il principale fattore predisponente a questo disturbo.

I fattori ambientali sono collegati alle situazioni contingenti, variabili e spesso imprevedibili. Nel rapporto sessuale può succedere che il partner assuma un atteggiamento negativo e disfattista, che contribuisce a inibire chi soffre di ansia da prestazione.

I fattori comportamentali tipici di queste persone sono condizionati dalla quasi-certezza di un probabile fallimento, che viene previsto e temuto nello stesso tempo. Di conseguenza gli atteggiamenti assunti non possono essere spontanei, ma risultano artefatti e innaturali.

I fattori genetici si collegano a una certa predisposizione biologica esistente tra soggetti che soffrono di tali problemi e che spesso appartengono alla stessa famiglia. Succede di frequente che figli di padri affetti da ansia da prestazione ne soffrano a loro volta, oppure che fratelli ne siano colpiti. Pertanto, anche se non esistono prove certe di un simile collegamento, è ipotizzabile un rapporto genetico.

I fattori fisiologici sono legati alla natura del soggetto che può mostrare meccanismi neuro-ormonali differenti. C’é infatti chi nasce con determinate funzioni del sistema nervoso che risultano più reattive rispetto ad altri. Questo si traduce anche in una maggiore autostima e dunque in una sicurezza nelle proprie risorse che è innata, e soltanto parzialmente condizionata dall’ambiente esterno.

I fattori cognitivi sono quelli che si apprendono con l’esperienza di vita vissuta e che pertanto non sono innati, ma acquisiti. A questo livello svolgono un ruolo di fondamentale importanza le dinamiche di coppia che, se insoddisfacenti, possono provocare l’insorgenza dell’ansia da prestazione.

I sintomi dell’ansia da prestazione

Trattandosi di un disturbo psico-somatico, l’ansia da prestazione provoca anche sintomi fisici più o meno incisivi, che sono:

  • iperidrosi (eccessiva sudorazione): l’aumento della sudorazione dipende dalla stimolazione delle ghiandole sudoripare da parte di specifici neuromediatori sinaptici, e precede e accompagna la prestazione;
  • tremore muscolare, causato da tensioni psichiche responsabili di un’iperstimolazione delle placche motrici, che stimolano le fibre a contrarsi in maniera incontrollata ed eccessiva;
  • tachicardia, provocata da un aumento della frequenza cardiaca, stimolata dall’ortosimpatico, una sezione del sistema nervoso autonomo;
  • palpitazioni, consistenti in battiti anomali che interferiscono sul normale ritmo sinusale del cuore;
  • secchezza delle fauci, che si manifesta con una brusca diminuzione nella produzione di saliva che, in alcuni casi, provoca lo sgradevole fenomeno della bocca secca;
  • malessere generalizzato, derivante dall’alterazione dei neurotrasmettitori, che vanno a modificare tutte le funzioni fisiologiche di organi e apparati;
  • modificazione del timbro della voce, che spesso si abbassa fino a diventare quasi inavvertibile;
  • iperventilazione, che consiste nell’aumentata frequenza respiratoria, provocata da un maggiore fabbisogno di ossigeno nel corpo.

Si tratta complessivamente di manifestazioni fisiche di un disagio mentale, che si traduce in sintomi organici.

Rimedi efficaci per curare l’ansia da prestazione

pillola blu ansia da prestazione

Gli uomini che non si sentono all’altezza delle prestazioni sessuali spesso si sentono minacciati, sotto assedio, e quindi reagiscono chiudendosi in sé stessi e tendono a isolarsi dal contesto sociale. Individuare la reale causa del problema è senza dubbio il presupposto essenziale per poterlo affrontare nella maniera più opportuna. È necessario distinguere tra cause organiche e mentali.

Rimedi per l’ansia dovuta a fattori organici

L’ansia da prestazione può derivare da alcune patologie croniche, come ad esempio il diabete che, se non è compensato mediante l’assunzione di farmaci specifici, è in grado di condizionare notevolmente il coito. Anche l’ipertensione è un disturbo che può influire sulle prestazioni sessuali, dato che altera il normale flusso circolatorio e dunque l’apporto sanguigno al pene.

In simili situazioni è sufficiente assumere farmaci ipoglicemizzanti a anti-ipertensivi. L’abuso di alcool provoca ansia da prestazione, e per questo motivo sarebbe opportuno non assumere bevande alcoliche con elevati dosaggi prima di avere un rapporto intimo. Il fumo può alterare il metabolismo neuro-endocrino e quindi provocare insoddisfacenti prestazioni sessuali; il consumo di sigarette è, quindi, sempre sconsigliato.

I disturbi alla prostata possono limitare il funzionamento del pene, innescando manifestazioni ansiose difficilmente controllabili; occorre, quindi, sempre curare il benessere di questa ghiandola onde evitare prostatiti con conseguenti problemi della sfera sessuale.

Rimedi per l’ansia da cause mentali

Dal punto di vista psico-emotivo, l’ansia da prestazione può essere curata con farmaci oppure mediante percorsi terapeutici impostati sul dialogo con uno specialista (psicologo o psichiatra). I medicinali che trovano maggior impiego sono ansiolitici e antidepressivi, affiancati da preparati che stimolano l’erezione. Si tratta, tuttavia, di rimedi che provocano assuefazione e che possono determinare l’insorgenza di reazioni avverse.

Una valida alternativa è offerta dalla fitoterapia che, utilizzando principi attivi naturali, di solito derivanti da piante officinali, è in grado di migliorare le condizioni del soggetto senza il rischio di effetti collaterali né di assuefazione.

I percorsi dialogici sfruttano le terapie cognitive-comportamentali, improntate sulla progressiva de-sensibilizzazione dell’individuo nei confronti del problema. Di solito sono richiesti pochi incontri, focalizzati sul problema, per ottenere risultati significativi.

Le terapie psicoanalitiche richiedono invece tempistiche molto più lunghe, in quanto non rimangono in superficie interessandosi soltanto al sintomo, ma penetrano nel profondo dell’inconscio per identificare la causa scatenante.

Rimedi naturali contro l’ansia da prestazione

Nel caso in cui l’ansia da prestazione non sia eccessivamente grave, ci si può affidare ad integratori naturali (creme o pillole) che in qualche modo possono limitarne i disturbi. Prodotti come le pillole Tauro Plus o la crema Tauro Gel riescono, infatti, a ridurre il disagio di un’erezione non efficace oppure di un rapporto sessuale troppo breve.

Questi prodotti sono dei validi alleati anche in periodi di stress, fornendo maggiore energia durante i rapporti sessuali e garantendo performance soddisfacenti.

Lascia un commento

×